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*Note:
- poco attivo = vita sedentaria;
- moderatamente attivo = fai esercizio 2-3 giorni a settimana o lavori in cui si sta in piedi;
- attivo = fai esercizio 3-5 giorni a settimana o lavori in cui si cammina;
- molto attivo = fai esercizio 6-7 giorni a settimana o un lavoro usurante.


Che cosa sono le calorie?
Le calorie sono un’unità di misura dell’energia. In termodinamica si indica con la sigla cal e si definisce piccola caloria.
Il riferimento del valore e della definizione di una caloria è l’energia necessaria per innalzare di 1 ºC (da 14,5 a 15,5) la temperatura di 1 g di acqua distillata alla pressione di 1 atm. Altre definizioni sono usate nei diversi ambiti scientifici e variano con il valore della temperatura dell’acqua.

In ambito nutrizionale e biologico, per caloria si intende la kilocaloria (indicata con la sigla kcal) e definita come grande caloria ovvero l’energia necessaria per innalzare di 1 ºC la temperatura di 1 kg di acqua distillata a pressione di 1 atm, e corrisponde quindi a 1000 piccole calorie. Le kilocalorie si usano per calcolare l’apporto energetico medio di un alimento.

Che cos’è il fabbisogno calorico giornaliero?
Ogni individuo ha necessità di un certa quantità di calorie (kcal) giornaliere che deve compensare il dispendio energetico calcolato sulla base del genere (maschio o femmina), dell’età, del peso corporeo e del tipo di attività che svolge (sedentaria, attiva, ecc...).
Gli alimenti contengono una loro quantità di energia (kilocalorie) determinata dai carboidrati, proteine e grassi di cui sono composti. In generale ogni grammo di carboidrato o proteina contenuti in un alimento fornisce 4 calorie di energia all’organismo, mentre il grasso fornisce circa 9 calorie per grammo.

Diventa chiaro il rapporto che c’è fra energia assimilata con il cibo ed energia bruciata dal corpo: se vi è un’equilibrio il peso corporeo rimane stabile; se c’è un apporto maggiore di calorie e un minore consumo da parte dell’organismo, si tende ad ingrassare e ad accumulare l’energia in eccesso sottoforma di riserva di grasso nei punti che fanno da "serbatoio" (addome, fianchi, glutei, cosce). Al contrario se si bruciano più energie (kilocalorie) di quante se ne assumano con il cibo, si tende a dimagrire. In una condizione di buona salute basta regolare questo rapporto fra energia assimilata ed energia bruciata per mantenersi in forma con una sana dieta equilibrata. In casi di problemi metabolici o di altre patologie occorre sempre rivolgersi al medico.

Che cos’è il peso ideale?
Per peso ideale si intende il proprio peso forma, quel peso che rende uno stato di buona salute e un minor rischio di insorgenza di patologie.
Per il calcolo del peso ideale ci sono diverse formule, alcune tengono conto solo dell’altezza, altre usano i parametri di altezza ed età, mentre altre dell’altezza e del sesso.
Per il calcolo del peso ideale abbiamo utilizzato la Formula di Lorenz che distingue il sesso (maschio o femmina) e prende come riferimento il parametro dell’altezza. È una delle formule più usate come riferimento generico e si deve prendere solo come indicatore medio, ma non assoluto in quanto il valore è da determinarsi anche sulla base di altre condizioni biologiche e fisiche (tipo di attività svolte, inclinazioni, corporatura, ecc...).

Tabella IMC Organizzazione Mondiale della Sanità

Range IMC (kg/m2)Classificazione
inferiore a 16.00Grave magrezza
16.00 - 16.99Visibilmente sottopeso
17.00 - 18.49Leggermente sottopeso
18.50 - 24.99Peso ideale
25.00 - 29.99Sovrappeso
30.00 - 34.99Obesità di I classe
35.00 - 40.00Obesità di II classe
>40.00Obesità di III classe


Che cos’è la tabella IMC (BMC)
L’IMC è stato studiato per valutare i rischi correlati al sovrappeso e all’obesità in soggetti adulti (18-65 anni).
L’Indice di Massa Corporea (IMC, kg/m2) si calcola: dividendo il peso, espresso in kg per il quadrato dell’altezza, espressa in metri, come indice indiretto di adiposità.

Sebbene l’IMC sia un efficace strumento di valutazione di sovrappeso ed obesità, non è però in grado di valutare l’effettiva composizione corporea di un individuo. L’IMC non distingue la massa grassa dalla massa magra, con il rischio di sovrastimare il grasso corporeo in soggetti, come gli sportivi, che hanno una corporatura muscolosa, oppure di sottostimare il grasso corporeo in soggetti, come gli anziani, che hanno minore massa muscolare.

Un altro limite dell’IMC è la mancata distinzione tra uomini e donne. Normalmente le donne hanno più grasso rispetto agli uomini, che invece presentano una massa magra maggiore.

L’IMC non può essere applicato a soggetti di età inferiore ai 18 anni, per i quali è necessario l’utilizzo delle curve di crescita per età e sesso.

Nell’anziano l’IMC è influenzato da vari fattori, tra cui le modificazioni biologiche correlate con l’età, lo stato di salute, lo stile di vita e i fattori socioeconomici. Per entrambi i sessi l’IMC inizia a diminuire dopo i 70-75 anni come conseguenza della diminuzione del peso corporeo. Se anche la statura diminuisce, come spesso avviene in età avanzata, la diminuzione dell’IMC risulta inferiore a quella che si avrebbe in soggetti la cui statura si mantiene stabile. (Fonte informazioni: salute.gov.it/portale/salute/p1_5.jsp?lingua=italiano&id=135&area=Vivi_sano)


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