Il sapone di Marsiglia: usi, benefici, storia.

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Il sapone di Marsiglia: usi, benefici, storia.

Messaggio da greensoul » 11/04/2016, 0:24

La storia del sapone di Marsiglia

Non si conoscono le precise origini del metodo di produzione del sapone, ma si può risalire a una parte della storia. Tuttavia non ci sono certezze sulla data della prima produzione poiché non si hanno tracce databili.

La prima citazione di una sostanza simile ad un sapone si trova nel libro di storia naturale "Historia Naturalis" di Plinio il Vecchio (I secolo D.C.), citò per la prima volta la parola “sapo”, descrivendo un procedimento tramite il quale, dalla lavorazione di cenere e grassi (il termine sapo sembra derivi infatti dal latino sebum-grasso), era possibile ricavare una sostanza utilizzata per il trattamento dei capelli. Non è ben chiaro, a causa di fonti discordanti, se fossero tinture o prodotti per l’igiene della testa. Plinio non ne approvava assolutamente l'utilizzo, al punto da deridere galli e germani per l’uso che ne facevano. Furono i Celti poi a far conoscere il sapone ai Romani.

Sono stati gli Arabi ad utilizzare per primi la soda caustica (Al-Soda Al-Kawia) per la saponificazione, iniziando a produrre i primi detergenti a base di olio di oliva e oli di timo o alloro; è per questo che si afferma che abbiano a tutti gli effetti inventato il sapone, almeno come si conosce oggi. Il processo di saponificazione è difatti rimasto pressoché invariato sino ad oggi.

Nel Medio Evo, l’XI e il XII secolo, arriva in Europa il metodo di fabbricazione del sapone e il suo utilizzo come detergente. Questa tecnica conosciuta già dalle popolazioni del Medio Oriente (sapone di Aleppo), arrivò quasi certamente al seguito dei crociati, che di ritorno da quelle regioni portarono con loro questa conoscenza.

La tecnica di saponificazione prevede la bollitura di grassi vegetali (olio) con una sostanza alcalina. "Alcali" è una parola che deriva dall'arabo “al-Qali” e significa “cenere”.
In origine, gli arabi producevano il loro sapone utilizzando grassi animali, ma a partire dal VIII secolo la sostanza grassa viene sostituita con olio di oliva (talvolta addizionato con olio di alloro), che dà consistenza al sapone, con un odore gradevole e adatto a molteplici usi.

Questa tecnica si è poi diffusa un tutta Europa, in particolare in Spagna, sud della Francia e Italia (Liguria). Alcuni sostengono addirittura che la parola “sapone” derivi dal nome della città di Savona, ma la questione è ancora dibattuta.

E’ però a Marsiglia che la produzione del sapone assume dimensioni industriali, per alcune importanti ragioni:
Marsiglia è storicamente una città con importanti scambi commerciali (ancora oggi è conosciuta come “la porta dell’Oriente”), dispone di un grande porto dove arrivano le materie prime di importazione da Italia e Spagna, e da dove parte il prodotto finito.
Inoltre, il sud della Francia è un grande produttore di olio di oliva, ma sopratutto la vicina Camargue fornisce due piante dalle quali si ricava un’ottima cenere per la saponificazione. Queste due piante sono la salsola soda e la salicornia, che crescono abbondantemente nei vasti acquitrini salmastri della zona.
Inoltre il clima asciutto e ventilato della zona rende veloce il processo di asciugatura del sapone.

Il sapone di Marsiglia deriva dal Sapone di Aleppo: un prodotto che rappresenta migliaia di anni di cultura e di storia. La tecnica di fabbricazione originaria della città di Aleppo, in Siria, a base d'olio d'oliva e di alloro, a seguito delle crociate si è diffusa attraverso il bacino del Mediterraneo, passando per l'Italia e la Spagna, per raggiungere Marsiglia.
A partire dal XII secolo a Marsiglia c'erano fabbricanti di sapone che utilizzavano come materia prima l'olio d'oliva prodotto localmente. La soda (all'epoca la parola "soda" designava il carbonato di sodio) proveniva dalle ceneri della combustione di una pianta, la salicornia.

Il XIV secolo vede apparire il primo saponiere ufficiale a Marsiglia, il suo nome nome è Davin Crescas (1371). La produzione è ovviamente molto artigianale, con piccole quantità prodotte.

Nel XV secolo, i metodi di fabbricazione manuali sono ormai sorpassati, e l’aumento della richiesta da parte dei consumatori vede il debutto dei primi metodi industriali di produzione. In questo periodo le maggiori richieste di saponi arrivano da Rodi, Alessandria d’Egitto e Ginevra

Nei primi anni del XVI secolo le tecniche di produzione migliorano, sopratutto grazie all’arrivo di manodopera proveniente dall'area mediterranea, oltre che a maestranze locali.

In alcune fabbriche, come quella di Georges Prunemoyr, nell’anno 1579 la produzione trimestrale raggiunge le 9 tonnellate, e viene in parte esportata a Rouen e in Inghilterra.
Nel 1593, Georges Prunemoyr superò la fase artigianale, fondando la prima fabbrica marsigliese.

Nel XVII secolo il sapone acquisisce la sua fama internazionale. I progressi della medicina, la scoperta dell’importanza dell'igiene personale e la realizzazione di abbigliamento sempre più sofisticato, produrranno un aumento della richiesta di sapone e il moltiplicarsi delle fabbriche a Marsiglia.
L'incremento della domanda, e quindi anche della produzione di sapone, impone la necessità di regolamentare i metodi di fabbricazione per garantire la qualità del prodotto.

Nel 1660, si contavano nella città sette fabbriche la cui produzione annuale toccava quasi 20.000 tonnellate. Sotto il regno di Luigi XIV, la qualità delle produzioni marsigliese è tale che il "Sapone di Marsiglia" divenne un nome comune.

Si trattava allora di un sapone di colore verde che si vendeva soprattutto in barre di 5 kg o in pani di 20 kg.

Nel 1688 Jean-Baptiste Colbert, marchese di Seignelay e ministro del Re Luigi XIV, emana un editto che impone la fabbricazione del sapone di Marsiglia esclusivamente con olio di oliva puro (senza l’aggiunta di altri grassi).

Ai sensi dell'articolo III di quest'editto: "Non si potrà utilizzare nella fabbricazione di sapone, insieme a barrilla (soda di Spagna), soda o cenere, nessun grasso, burro né altre materiale; ma soltanto puro olio di oliva, e senza mescolanza di grasso, a pena di confisca delle merci."

I saponai dovevano inoltre cessare la loro attività d'estate poiché il calore nuoce alla qualità del sapone. Questa regolamentazione garantì la qualità del sapone che ha reso rinomati i saponifici marsigliesi.

Questo editto permette a Marsiglia di imporsi come fornitore di sapone di qualità in tutto il nord Europa, in Inghilterra e nel vasto impero turco.
All'inizio del XVII secolo, la produzione dei saponifici marsigliesi soddisfaceva appena la domanda della città e del territorio. Il Porto di Marsiglia riceveva anche saponi da Genova ed Alicante. Ma quando la guerra bloccò l'approvvigionamento dalla Spagna, i saponai marsigliesi dovettero aumentare la loro produzione per poter soddisfare i francesi del nord e gli acquirenti olandesi, tedeschi ed inglesi.

Frattanto, fabbriche di sapone si installarono nella regione, a Salon-de-Provence, Tolone o Arles.

Nel XVIII secolo il sapone diventa il principale prodotto della città.
Nel 1709 la prosperità della città raggiunge il suo massimo splendore, ma la peste del 1720 si abbatte sulla regione e la produzione si arresta temporaneamente.
Nel 1730 le fabbriche sono nuovamente in piena produzione, e in quegli anni dai saponifici escono 2.500 tonnellate di prodotto all’anno.
Il sapone viene fabbricato in due qualità: il marmorizzato (usato per lo sgrassaggio della lana, il bucato e le colonie), e il tipo bianco puro, ricercato da professionisti come tessitori di seta, magliai, filatori, produttori di coperte, tintori, profumieri ecc.
L’editto di Colbert consente di mantenere elevato lo standard di qualità del prodotto, in 60 anni la produzione raddoppia ed è il settore economico più importante della città, ma la rivoluzione francese fermerà il commercio per alcuni anni.

Il XIX secolo vede la definitiva industrializzazione del settore.
Nel 1801 la strada è aperta a nuovi Paesi dove esportare il prodotto, ed in quegli anni si contano 73 fabbriche con ben 331 caldaie di produzione.
Durante la guerra, gli inglesi attuano il blocco del porto di Marsiglia, con il conseguente aumento del costo delle materie prime.
A causa dell’embargo, si cominciano ad utilizzare oli di semi per la produzione, in particolare noci, colza e lino. In quel periodo lo scienziato Nicolas Leblanc scopre il metodo di fabbricazione della soda (carbonato di sodio) partendo dal sale marino, rendendo obsoleto l’uso della cenere nel processo di saponificazione, e migliorando al tempo stesso la qualità del sapone. Dopo il 1826, tutti i saponifici utilizzeranno la soda prodotta con il metodo Leblanc.

Agli inizi dell’800 il settore della produzione del sapone è talmente importante per Marsiglia, che il Ministero dell’Interno richiede a due produttori di sapone di entrare a far parte del Consiglio di Produttori. Nel 1810 inoltre viene istituita una commissione per il controllo della qualità del sapone, e viene richiesto ai produttori di apporre sul prodotto un marchio che attesti la quantità di olio in esso contenuto e il nome del produttore.

Cambia anche l’approccio al mercato da parte dei produttori, che iniziano a vendere direttamente con il loro marchio, mentre finora la vendita del prodotto finito era praticata esclusivamente dei commercianti.

Con il passare degli anni, le abitudini dei consumatori si modificano, e vengono sempre più richiesti saponi prodotti con miscele di oli (lino e oliva), a scapito del solo olio di oliva. Si cercano anche nuove ricette, che comportano l’utilizzo di olio di palma e olio di cocco, in percentuali del 10-20% rispetto al volume totale di grassi usati. Successivamente saranno usati anche oli di sesamo e arachidi.

E’ la scienza che porta nuova vita al settore del sapone, grazie alla pubblicazione dei risultati scientifici di Michel Chevreul (è l’inventore della margarina) che, grazie ai suoi studi sugli acidi grassi, formula la prima teoria corretta della saponificazione, permettendo ai saponifici di razionalizzare e perfezionare il loro lavoro.

Alla fine del XIX secolo si diffondono nuovi processi di produzione (in uso ancora oggi), che prevedono l’uso del vapore per la cottura degli oli. Il vapore consente di controllare meglio la temperatura di cottura, con un miglioramento e standardizzazione della qualità del prodotto.
Il marsigliese JD Rougier elabora una tecnica che consente di ottenere dall’olio di palma grandi quantità di un sapone monocolore bianco, molto apprezzato dal mercato.

Nel 1855, durante l’esposizione universale di Parigi, il “Savon de Marseille marblé” è decorato con la medaglia d’oro. Alla fine dell’800 ci sono grandi saponieri come Charles Morel in grado di produrre 12.500 tonnellate di sapone all’anno! Nello stesso periodo, altri produttori inseriranno dei laboratori di ricerca e controllo all’interno delle loro fabbriche, evitando di affidarsi a pratiche empiriche per garantire la qualità e costanza di produzione.

Il XX secolo: il Novecento è l’epoca del sapone moderno.
Nel ventesimo secolo il sapone di Marsiglia è utilizzato, oltre che per l’igiene e la pulizia, anche come ingrediente farmaceutico, ma anche negli ospedali e nelle sale operatorie per le riconosciute proprietà antisettiche. Inoltre le industrie tessili e della lana lo utilizzano abbondantemente.
E’ in questo periodo che si creano le collaborazioni tra frantoi e saponifici, per cercare nuove soluzioni e nuove formule rese possibili dalla estrazione di oli inodori per la fabbricazione di saponi sempre più fini.

E’ grazie all'opera del chimico-fisico francese Francois Merklen che, con la pubblicazione del suo libro sulla saponificazione, renderà possibile standardizzare le formule e i procedimenti di fabbricazione del prodotto. Ancora oggi la famosa indicazione “Extra Pur acidi grassi 72%” deriva dalle formule di Merklen. E questo è il sapone che conosciamo ancora oggi.

Nel 1913, la produzione era di 180.000 tonnellate ma precipitò a 52.817 tonnellate nel 1918.
Lo scoppio della prima guerra mondiale infatti mette in seria difficoltà le fabbriche.
La produzione riprenderà alla fine della guerra, con 120.000 tonnellate prodotte nel 1938.
Allo scoppio della seconda guerra mondiale Marsiglia garantiva la produzione di metà del prodotto consumato in Francia.

Gli anni del dopoguerra, con l’avvento dei detersivi industriali, segnano la crisi disastrosa di questo importante comparto economico, e i saponifici chiudono uno dopo l’altro. E’ la fine di un’epoca, soffocata dalle multinazionali della chimica che, con i loro prodotti di sintesi, la martellante pubblicità e i bassi costi di produzione, soppiantano completamente quello che per secoli è stato il detergente più usato.

I MILLE USI DEL SAPONE DI MARSIGLIA

Chi pensa che il sapone di Marsiglia serva solo per il bucato, resterà stupito nello scoprire che invece è un prodotto adattissimo alla detergenza personale. Infatti è un sapone ipoallergenico e completamente biodegradabile, molto indicato per le mani, il bagno, la doccia, l'igiene intima e come shampoo per capelli corti.

Queste le sue caratteristiche:

L'ingrediente principale (almeno il 72%) è costituito da puro olio vegetale (oliva o palma), questo lo rende un prodotto assolutamente naturale e realmente ipoallergenico.
Non contiene conservanti, additivi di sintesi e profumi.
E' noto per le proprietà antisettiche.
E' un naturale repellente per i parassiti dell'uomo, degli animali e delle piante.

Gli utilizzi sono davvero molteplici ecco una lista a cui se ne potranno aggiungere altre.

Per l’igiene personale:
La versione ecologica a base di olio di oliva, si può usare anche per l’igiene della persona e rende una bella sensazione di pulito: come sapone per le mani, per il corpo, per i capelli.

L'uso è indicato per tutta la famiglia, anche per i bambini e le pelli sensibili, poiché se gli ingredienti sono quelli ecologici e sicuri (senza aggiunte di additivi chimici) è ipoallergenico, perché non contiene profumi o altri elementi nocivi e allergizzanti.

Ha una buona azione battericida e il suo utilizzo aiuta in caso di eczemi o acne.


Pulizia della pelle (peeling o scrub)
Con un guanto da doccia sufficientemente ruvido insaponato con il Marsiglia, otterrete la rimozione delle cellule morte della pelle, donandole lucentezza ed effetto “seta”

Per i capelli
Se avete i capelli corti, potrete usare il Marsiglia come ottimo shampoo. Deterge a fondo il capello (specie quello grasso), senza aggredirlo con sostanze di sintesi. Va usato con cautela in caso di capelli molto secchi e sfibrati.

Per l’igiene orale
Ebbene sì, può essere usato anche al posto del dentifricio. La soda infatti ha la proprietà di rendere più bianchi i denti. Provare per credere.

Per la rasatura
Dotatevi innanzitutto di un buon pennello da barba (meglio se in pelo di tasso).
Lasciate il pennello a bagno almeno una decina di minuti in acqua molto calda, quindi strofinatelo direttamente sulla saponetta. Quando il pennello sarà carico di sapone, insaponate la zona da rasare con movimenti circolari e decisi, fino ad ottenere una schiuma morbida e soffice. Questa azione ammorbidisce il pelo, rende più facile la rasatura e la lama scorrerà a meraviglia.

Per il bucato a mano
Essendo un detergente efficace ma non aggressivo, può essere usato su qualsiasi tessuto, compresi la seta e il pizzo.
Usare la saponetta direttamente sui capi da lavare, anche i più delicati, strofinare e risciacquare. Se preferite fare un ammollo, potrete ridurre il sapone in scagliette con una comune grattugia, oppure acquistare le scagliette già pronte, disponibili di sapone puro o profumato. La quantità da usare è di circa 10 grammi (1 cucchiaio da tavola) per 5 litri di acqua. Utilizzare acqua tiepida (almeno 35-40 °C) per facilitare la soluzione del sapone nell’acqua.

Per la lana
Da sempre il Marsiglia è usato dai produttori di filati per il lavaggio delle lane grezze. E' quindi molto adatto per le nostre sciarpe e maglioni, anche i più delicati.

In lavatrice
Efficacissimo in lavatrice il sapone di Marsiglia liquido, può essere usato da solo o in aggiunta ad un detersivo per il bucato dosandolo opportunamente (ad esempio metà Marsiglia e metà detersivo per lavatrice).

Lavaggio delicati a temperature inferiori a 40 °C
Sciogliere 20 grammi (2 cucchiai da tavola) di scaglie di sapone in poca acqua calda, caricare la pallina dosatrice ed inserirla nel cestello, procedendo con il normale programma di lavaggio (per 4-5 kg di bucato)

Lavaggio a temperature superiori a 40 °C
Immettere 20 grammi di scaglie di sapone (2 cucchiai da tavola) nella pallina dosatrice, inserirla nel cestello e procedere con il normale programma di lavaggio
Per capi particolarmente sporchi o acqua molto dura, aumentare la quantità fino a 30 grammi (per 4-5 kg di bucato)

Per lo sporco ostinato dei capi
Strofinare le zone molto sporche o macchiate con la saponetta inumidita, e inserire il capo direttamente in lavatrice senza risciacquare. L'uso di una spazzola da bucato aumenterà l'efficacia dell'azione. Questo faciliterà il lavaggio e le macchie spariranno completamente!

Mettere a nuovo le scarpe
Quando le scarpe da ginnastica sono molto sporche e usurate possono beneficiare di un trattamento di pulizia con il sapone di Marsiglia e ritroveranno un aspetto decisamente "nuovo". Si devono lasciare in ammollo per una notte in acqua tiepida nella quale si aggiungerà 1 cucchiaio di scaglie di sapone e 1 cucchiaio di bicarbonato di sodio ogni 5 litri di acqua. Dopo l’ammollo, risciacquare abbondantemente e far asciugare all'ombra. Questo metodo è utilizzabile anche per calzature con parti in cuoio.

Far brillare i gioielli
Sciogliere un cucchiaio di scaglie di sapone in circa 1 litro di acqua molto calda, e immergere i vostri gioielli in oro o argento. Alla fine un breve risciacquo e ritorneranno a splendere come nuovi. Questo metodo non va usato con gioielli composti con perle, coralli, osso o avorio.

Pulire e ammorbidire i pennelli
Dopo aver pulito i pennelli con gli appositi solventi in base al tipo di colore che avete utilizzato, potrete lasciarli in ammollo per qualche ora in acqua tiepida saponificata con il Marsiglia, quindi far asciugare. Non serve risciacquare, il sapone è un ottimo protettivo per le setole e le mantiene morbide.

Pennelli e dischetti da trucco
Anche gli accessori per il maquillage (pennelli, dischetti, spugnette) si possono lavare con il Marsiglia, saranno così sempre pronti all'uso si conserveranno nel migliore dei modi.

Pulire il cuoio
Scarpe, borsette, divani e poltrone, tute da motociclista: il pellame può essere pulito con una spazzola o un panno imbevuti di Sapone di Marsiglia. Alla fine del lavaggio, risciacquare e far asciugare lentamente (mai al sole)

Pulizia delle piastrelle
Le piastrelle della cucina e del bagno si puliranno bene e velocemente con una spugna insaponata con il Marsiglia. Per lo sporco accumulato tra le fughe delle piastrelle, preparare una crema diluendo in pochissima acqua pari quantità di scaglie di sapone e bicarbonato di sodio. Applicare con un pennello, lasciar agire per almeno un’ora e risciacquare.

Per i pavimenti
La maggior parte dei pavimenti, compresi quelli in legno, possono essere puliti efficacemente e senza risciacquo con una debole soluzione di Marsiglia. Una volta asciutta lascerà i pavimenti lucidi, al contrario di molti detersivi che depositano un alone sul quale rimangono i segni delle scarpe.
Dato il grande numero di prodotti utilizzati per la produzione di pavimenti, è sempre consigliato fare una prova preliminare su una piccola area per verificare la compatibilità del Marsiglia con il vostro pavimento.

Profumare i vestiti
Un cubo di Marsiglia posto all’interno degli armadi o nei cassetti profumerà gradevolmente i vostri abiti. Potrete anche usare le versioni “profumate”: una saponetta da 100 grammi (oppure un sacchettino con scaglie profumate) rilascerà la sua fragranza per molto tempo. Potrete poi usarlo per l’igiene o il bucato

Efficace antitarme
Lasciate una saponetta di Marsiglia negli armadi e nei cassetti, vi assicurerete contro le tarme e i parassiti.

Piante e fiori
I dannosi afidi che a volte infestano fiori, piante e orti, possono essere combattuti con il Marsiglia. I parassiti non amano il sapone per cui si può preparare una soluzione di scaglie di Marsiglia (5-10 grammi per litro di acqua) e nebulizzarla sulle piante. I parassiti scompariranno e l'effetto durerà a lungo. E' bene sottolineare come l'uso del Marsiglia puro ed ecologico è la migliore scelta.

Nel restauro
Per le sue caratteristiche di assoluta assenza di componenti chimici di sintesi, solventi, profumi e conservanti, il Sapone di Marsiglia è spesso utilizzato dai restauratori per rimuovere lo sporco da muri, mobili, affreschi, quadri, cornici e oggetti in legno.
Viene anche utilizzato come sottofondo per applicazioni di speciali intonaci e pitture.
Prima della tinteggiatura, è possibile “lavare” con una spugna e una soluzione di acqua e Marsiglia i muri delle stanze per eliminare cattivi odori di cucina o di fumo. Non servirà risciacquare.

In falegnameria
I cassetti del vostro mobile in legno faticano a scorrere? strofinate a secco la saponetta sulle guide in legno: risulteranno perfettamente lubrificate e avrete usato un prodotto compatibile con i legni (anche antichi)
Avete deciso di montare il vostro mobile Ikea ma le viti fanno una gran fatica a penetrare nel legno? Strofinate la vite sulla saponetta a secco in modo che un pò di sapone rimanga tra le spire della vite, e questa si avviterà come nel burro!

Infeltrire la lana
Vi piace il bricolage, volete fare degli oggetti in lana infeltrita? Acqua calda e Marsiglia sono i soli due ingredienti necessari.

In barca
Il ponte in teak si pulisce con il Marsiglia, rendendolo più resistente alla salsedine.
Pulisce efficacemente anche tutte le parti in resina.

Per gli animali domestici
Anche per gli amici animali il Sapone di Marsiglia è un ottimo prodotto che li lascia puliti e senza rischi per la loro salute.
Sapone_di_Marsiglia.jpg
Sapone_di_Marsiglia.jpg (22.71 KiB) Visto 1185 volte
(Fonti informazioni sul web:
- wikipedia;
- ilsaponedimarsiglia.it)



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