Gran Sasso esperimenti pericolosi SOX INFN: è allarme inquinamento?

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tommasoverola
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Gran Sasso esperimenti pericolosi SOX INFN: è allarme inquinamento?

Messaggio da tommasoverola » 02/12/2017, 3:21

E' di questi giorni la notizia sull'esperimento SOX che verrà effettuato all'INFN (Istituto di Fisica Nucleare) nel laboratorio costruito nel 1982 all'interno del Gran Sasso in Abruzzo. La notizia ha avuto scalpore perché è stata oggetto di un servizio della nota trasmissione televisiva "Le Iene".
A seguito della puntata sono stati scritti svariati articoli su vari siti e testate giornalistiche web per smentire e denigrare la veridicità del servizio, addirittura è stato tacciato come "TV spazzatura", "fake news" ecc...

Una persona che si trovi davanti a posizioni così estreme ed opposte non sa più di cosa fidarsi e a chi dare credito.
L'unica cosa che rimane da fare in questi casi è ascoltare bene il servizio de "Le Iene" andato in onda il 21 novembre 2017 e leggere le risposte che l'INFN ha dato, nonché confrontare quello che dicono gli articoli che smentiscono la notizia.

Da questo confronto sono risalito alla seguente analisi.
Nel servizio de "Le Iene" (http://www.video.mediaset.it/video/iene ... 79041.html) i punti messi in risalto sono:
1) la preoccupazione sulla sostanza radioattiva Cerio 144 che verrà utilizzata nel nuovo esperimento SOX e che ha un valore di radioattività molto elevata 5.55 PBq (mentre la sostanza finita in mare nell'incidente di Fukushima aveva un valore fra 2.7 e 5.7 PBq).

2) La posizione dei laboratori dell'INFN che si trovano proprio in corrispondenza con la captazione della sorgente acquifera che è la principale fonte di acqua potabile in Abruzzo.

3) La lista di sostanze nocive che vengono normalmente utilizzate dall'INFN per i vari esperimenti che si eseguono da decenni (fra cui trimetilbenzene, piombo, cadmio, sostanze radioattive fra cui il Cesio 137 ecc...), ragion per cui il laboratorio INFN è classificato come impianto a rischio di incidente rilevante. L'INFN ha presentato all'ASL di Teramo un elenco in cui ci sarebbero nei loro laboratori i seguenti materiali: 1.040 tonnellate di nafta pesante, 1.292 tonnellate di trimetilbenzene (un neurotossico), 45 sorgenti radioattive, dal Cesio 137 all'Americio 241.

4) La preoccupazione per gli errori umani che possono esserci (e che nessuno può escludere trattandosi appunto di errori umani) che hanno infatti già dei precedenti nei laboratori del Gran Sasso: il primo nel 2002, quando il trimetilbenzene fuoriuscì dai laboratori INFN e contaminò l'acqua dei rubinetti nella provincia di Teramo (con tanto di testimonianze); il secondo incidente avvenuto nel 2016 che si verificò con la fuoriuscita del diclorometano (cloruro di metilene), sostanza classificata quale tossica, nociva e possibile cancerogeno per l'uomo, che contaminò nuovamente l'acqua potabile.

5) Preoccupazione su quello che si evince da quanto dichiarato in un documento ufficiale dell'Istituto Superiore di Sanità in cui sta scritto "nero su bianco" che nei laboratori "[...] i lavori di pavimentazione relativi alla protezione dell'acquifero nella zona di interesse, area B dei Laboratori, programmati nel suddetto piano di interventi, non sono di fatto mai stati realizzati. La zona B, attualmente priva di sistemi di protezione nei confronti della zona di captazione, è soggetta a limitazione di accesso".

6) Il mancato rispetto dell'art. 94 del D.lgs. 152/2006 che dice che la captazione dell'acqua ad uso potabile deve avere almeno una distanza di sicurezza di 200mt da sostanze chimiche pericolose e sostanze radioattive, mentre il laboratorio INFN si trova proprio dove viene captata l'acqua.

7) L'alto rischio sismico ben noto nel territorio del Gran Sasso (che ha più di una faglia attiva, di cui una coincide in linea proprio con i Laboratori) e che dai tristi eventi già accaduti, si è potuto osservare che simili fattori ambientali sono un altro dei punti importantissimi da valutare in casi di presenza di sostanze radioattive. Fu infatti uno tsunami a creare il grave incidente di Fukushima e non un errore umano, ragion per cui va tenuto conto anche del rischio di eventi naturali.

8) La preoccupazione che un'eventuale dispersione di Cerio 144 potrebbe inquinare la falda acquifera, i fiumi vicini e la catena alimentare, contaminando anche l'Adriatico. I rischi della radioattività sulla salute sono tristemente noti.

9) Né il Ministero, né la Regione Abruzzo ha informato i cittadini di questo nuovo esperimento che prevederà l'utilizzo del Cerio 144; la notizia è stata appresa tramite segnalazione anonima giunta al Forum Abruzzese Movimenti per l'acqua.
Quando la notizia è stata resa pubblica dal Forum, la regione Abruzzo si è dichiarata all'oscuro di tutto, ma l'autorizzazione era stata data più di due anni fa. Il Ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti invece dichiara che hanno fatto fare tutte le indagini all'ISPRA che li ha rassicurati molto sull'esperimento, ma all'obiezione della giornalista Nadia Toffa che ribadisce il mancato rispetto della legge sul divieto di utilizzo di sostanze pericolose e radioattive dove c'è una fonte di captazione dell'acqua, il Ministro risponde che faranno un ulteriore approfondimento.

Il servizio de "Le Iene" a me e a chi come me l'ha ascoltato attentamente seguendo anche il botta e risposta dei responsabili intervistati, ci è sembrato chiaro e lineare, ma chissà perché i detrattori delle notizie che sono "scomode" fanno di tutto per sviare i punti evidenziati e discussi nel servizio.

Cosa dicono gli oppositori che vogliono demolire la notizia e rigettarla come cattiva informazione?
a) Dicono che non è stato tenuto nascosto.
- - Domanda sul punto a): ma i cittadini perché sono allora venuti a saperlo dal Forum Abruzzese Movimenti per l'acqua e nessuno degli enti ufficiali ha reso nota la notizia?

b) Dicono che l'esperimento SOX che prevede l'uso del Cerio-144 non è per niente pericoloso perché la sostanza verrà schermata alla perfezione poiché verrà "racchiuso in una serie di capsule di rame interamente sigillate, che a loro volta sono chiuse in un cilindro di acciaio, che a sua volta è racchiuso in un grande guscio di tungsteno spesso più di 19 centimetri. L’intero sistema per schermare il generatore – una sorta di corposa matrioska – ha un peso di oltre 2 tonnellate e garantisce una riduzione della radioattività di circa mille miliardi di volte".
- - Precisazione sul punto b): la preoccupazione non era basata sull'uso in sicurezza del Cerio-144, quanto sul rischio di errore umano che possa causare una fuoriuscita con le successive conseguenze e sull'inadeguata località del Gran Sasso che come si sa presenta un elevato rischio sismico con falde attive e posizionate dove ci sono i laboratori. Questo farebbe nascere anche la preoccupazione generale sul fatto che un malaugurato evento sismico potrebbe provocare la dispersione nell'ambiente anche di altre sostanze costantemente presenti nei Laboratori INFN, come sopra menzionato!

c) Dicono che non c'è alcuna correlazione fra l'esperimento SOX e l'incidente di Fukushima perché l'esperimento prevede l'utilizzo del Cerio-144, una polvere che sarà racchiusa in sistema super protetto e che non c'è alcuna possibilità di fuoriuscita o esplosione perché non è un reattore nucleare.Il SOX, dicono, che è una sorgente come quella che viene utilizzata negli esami diagnostici e terapie nei comuni ospedali. Il SOX non può guastarsi, la sua sorgente costituita da circa 40 grammi di polvere di Cerio 144, con una radioattività – al massimo – di 5,5 PBq decade spontaneamente e che inoltre rimarrà nei laboratori solo per 18 mesi, il tempo necessario per l'esperimento, dopodiché verrà riconsegnata all'Istituto francese che è il proprietario.
-- Su tutto questo punto c) rimane poco da dire, se non che ammesso che l'esperimento sia condotto con tutte queste misure di estrema sicurezza, rappresenta solo l'ennesima preoccupazione fra le tante legate alla posizione dei Laboratori INFN che non rispettano i limiti di sicurezza, né le adeguate strutture di isolamento.

Molti dei siti e testate giornalistiche sul web che si sono preoccupati di dare una pronta smentita sull'allarme del servizio de Le Iene, hanno trascurato di argomentare in modo imparziale tutti gli altri problemi posti nell'intervista ai vari responsabili e su quello che è emerso dai documenti ufficiali.

Resta quindi problematico di per sé il fatto che uno dei Laboratori che conduce ricerche rilevanti e di tutto rispetto per l'avanzamento delle conoscenze scientifiche, si trovi ad operare in un luogo del tutto inadatto!

Resta il problema che nonostante tutte le giustificazioni e le rassicurazioni che l'INFN vuole dare in risposta ai quesiti posti, la popolazione di quelle località si trova molto (troppo) spesso a dover rischiare di ingerire acqua inquinata da sostanze pericolose.

Tra l'altro l'ultimissimo episodio di contaminazione dell'acqua potabile si è verificato a maggio 2017, ma i Laboratori dichiarano la loro estraneità per tale episodio che verrebbe imputato invece a lavori di verniciatura all'interno del tunnel del Gran Sasso.

Mentre per i precedenti incidenti (anno 2002 e anno 2016) i Laboratori minimizzano la criticità, sminuendo il danno causato.

Ecco qui il botta e risposta fra l'INFN e il Movimento H20 sul problema della vicinanza dei laboratori con la captazione dell'acqua.

“...la costruzione dei Laboratori del Gran Sasso è precedente alla realizzazione della captazione. La valutazione della qualità dell’acqua potabile captata dal Gran Sasso non è chiaramente di pertinenza dell’INFN. I controlli su tali acque sono effettuati dalle autorità competenti”
sottolineando come comunque l’Istituto monitori di continuo esclusivamente le acque convogliate a scarico con strumentazione altamente tecnologica (spettrometro di massa) e recentemente si sia dotato di un secondo spettrometro per garantire la ridondanza delle misure e la possibilità periodica di calibrare gli strumenti (fase in cui lo strumento non è in misura)“.


Risposta del Movimento H20
“Surreale interpretazione normativa dall’INFN: un’infrastruttura non deve adeguarsi alle leggi attuali per le nuove attività proposte? Si applicano le norme di 30 anni fa?”
“Crediamo che il passaggio del loro comunicato relativo al fatto che la costruzione dei Laboratori negli anni ’80 possa permettere di non rispettare le norme di legge entrate in vigore nel frattempo sia letteralmente surreale.
Sox è un nuovo esperimento, pianificato dal 2011 per la cui autorizzazione ci si è attivati nel 2014, 8 anni dopo l’entrata in vigore del Testo Unico dell’Ambiente che impone una zona di rispetto di 200 metri in attesa della pianificazione di dettaglio della regione che, come abbiamo denunciato, è a sua volta inadempiente da 11 anni su questo versante.
La sequela di errori compiuti nei laboratori nelll’agosto 2016 (in riferimento allo sversamento di diclorometano, ndr) in quel frangente sarebbe tragicomica se non avesse comportato 4 mesi di dichiarazione di emergenza idrica nell’intero territorio teramano. Ricordiamo brevemente (siamo a disposizione per fornire la relazione sull’accaduto del Direttore dei Laboratori Ragazzi ottenuta con accesso agli atti):
1-operazione avvenuta all’interno in sotterraneo mentre poteva essere svolta esternamente;
2- avvio dell’attività con lo spettrometro in manutenzione e quindi senza possibilità di evidenziare eventuali perdite come poi è avvenuto;
3-malfunzionamento della cappa;
4-mancata comunicazione dell’avvenuto a numerosi livelli visto che ancora a dicembre 2016 la Prefettura di L’Aquila, teoricamente addetta a coordinare le questioni della sicurezza dei laboratori, non sapeva nulla dell’accaduto.
Ebbene, quel fatto ci racconta che
a)le norme di comportamento possono essere violate dagli operatori;
b)i macchinari possono funzionare male”
La perdita del diclorometano non si è trasformata in vero dramma solo perchè avevamo a che fare con una piccola quantità di materiale contaminante in partenza nella vaschetta usata per pulire i cristalli. L’impatto è stato abbastanza limitato ma si conferma la fragilità del sistema.
Con SOX e i suoi 5,55 petaBecquerel invece qualsiasi imprevisto o malfunzionamento potrebbe trasformarsi in catastrofe. Per questo l’esempio del diclorometano sta lì a segnalarci proprio l’azzardo di condurre alcuni esperimenti con materiali pericolosi o radioattivi in un luogo del genere mentre altri esperimenti, la maggioranza, sono compatibili...”
“È vero che la captazione nei laboratori è una frazione di quella complessiva ma un incidente grave in uno di questi tre esperimenti potrebbe interessare l’intero acquifero e, quindi, anche le altre captazioni che sono comunque vicinissime”

Rispetto ai confronti con altri incidenti ricordiamo per l’ennesima volta che noi paragoniamo quello che ci interessa al fine di comprendere il potenziale impatto sul territorio e, cioè, le potenzialità emissive nell’ambiente.
Dati ufficiali dell’Agenzia Atomica Internazionale alla mano il confronto con Fukushima è quindi assolutamente legittimo. Non si vuole usare Fukushima perchè lì vengono da un reattore? Abbiamo già confrontato con la nube di Rutenio106 che non viene da un reattore ma con ogni probabilità da una sorgente radioattiva e, dati dell’Istituto Nucleare Francese alla mano, la potenzialità emissiva di SOX è ben 50 volte quella della nube di Rutenio106. Ricordiamo che i francesi hanno scritto che in caso di emissione sul loro territorio avrebbero dovuto prendere misure di radioprotezione per la popolazione in un raggio di diversi km dal punto di rilascio. Questi sono fatti.“


Concludo dicendo che chi scrive indignato perché la TV spazzatura dà spazio a problemi che non si verrebbero mai sapere, dovrebbe provare ad avere più obiettività e concentrarsi ad analizzare punto per punto le criticità emerse dal servizio televisivo. E' un peccato che uno dei pochi orgogli che l'Italia può vantare come per le ricerche svolte dall'INFN, debba poi ritorcersi contro per la solita mancanza di rispetto delle leggi e approssimazione di gestione. Forse poi l'etica che dovrebbe dirigere le menti scientifiche viene distorta e degenera di fronte ai soliti interessi economici personali e al giro che si crea attorno!

Su questa questione ognuno potrà valutare da sé, ho voluto fare chiarezza per me stesso e per chi come me volesse capirci qualcosa in più. Ringrazio per questo spazio libero e aperto a tutti.
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Re: Gran Sasso esperimenti pericolosi SOX INFN: è allarme inquinamento?

Messaggio da Bioeco » 04/12/2017, 20:12

Ti ringraziamo tommasoverola per il tuo contributo. Se qualcuno volesse aggiungere notizie o pareri costruttivi è il benvenuto.


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Re: Gran Sasso esperimenti pericolosi SOX INFN: è allarme inquinamento?

Messaggio da tommasoverola » 04/02/2018, 3:16

01/02/18 - Ultimo aggiornamento sull'esperimento SOX del Gran Sasso: annullato per mancanza delle caratteristiche tecniche necessarie per la riuscita dell'esperimento. Il componente Cerio-144 che doveva funzionare per far rilevare i neutrini sterili non ha l'intensità necessaria per l'esperimento.



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